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Trapani Calcio Campionato 1952/53

La Storia

 

1952-53 IV Serie Girone H

Alla fine della scorsa stagione entra in società il vulcanico Peppino Di Marzo, che riesce a dare vigore alla Drepanum. In quell'anno nasce una serie C a girone unico e la IV Serie sostituisce la vecchia promozione. La società granata, dopo aver cambiato nome da Drepanum ad A.S. Trapani viene ammessa alla nuova IV Serie nel girone H. Confermato l'allenatore dell'anno precedente (Lo Prete), la rosa all'inizio è incompleta, ma il nuovo Trapani inizia alla grande con due vittorie casalinghe (3-1 alla Pro Enna e 5-1 al Cosenza) per poi perdere però 4 partite su 5 (l'unica vittoria a tavolino ad Acireale), cammino che costa il posto all'allenatore. Al posto di Del Prete viene chiamato Francesco Plemich. Il campionato scorre senza grossi sussulti fino all'ultima partita di Crotone, terminata con un pareggio (2-2) che regala la salvezza ai granata.
Il fatto più importante della stagione è senz'altro l'arrivo a Trapani di Luigi Vittorio Soffrido, giocatore di 31 anni dal passato illustre (addirittura aveva giocato in rappresentative nazionali), che, ribattezzato "Ciccio" dai trapanesi regalerà anni di splendide prestazioni. Vigalio 9 gol e Soffrido 8 i cannonieri di quell'anno.

Classifica finale:
Catanzaro 38
Nissena 36
Crotone 35
Nocerina 35
Turris 34
Cavese 31
TRAPANI 30
Potenza 30
Marsala 30
Enna 30
Puteolana 29
Reggina 29
Cosenza 28
Palmese 24
Barcellona 21
Acireale 20


Una formazione 1952-53
In piedi: Ficara, Del Miglio, Corradini, Rigo, Villa, Dreossi e l'allenatore Lo Prete
Seduti: Pizzuto, Morgantini, Morandi, Monticelli e Graziano


Luigi Soffrido, soprannominato dai trapanesi "Ciccio Soffrido", arriva a Trapani dopo una lunga e prestigiosa carriera. Gli anni migliori li vive ad Alessandria in serie A nel 1947-48 dove gioca 21 partite segnando 2 gol e in serie B a cavallo fra il 1948 e il 1950 dove gioca 63 partite segnando 25 gol.
Poi tanta C, e l'averlo portato a Trapani fu allora un colpo clamoroso.
Anche se molti allora criticarono la scelta della società ritenendo Soffrido un giocatore finito.
Il campo però smentì clamorosamente quanti criticarono quella scelta.